MADE IN SHITALY

Pubblicato: 10 novembre 2010 in Uncategorized

TG1, edzione delle 20,00, distrattamente osservo dal tappeto, gelosamente custodito dal branco domestico di tre e quattro anni, le buone notizie (una riguardava le radiografie del cervello di Albert Einstein all’asta: peccato non avere quelle di Gasparri).
Jacopo e Nicolò mi camminano sopra, tutto è così complesso, percepisco a stento brandelli di parole (ma quella del cervello di Einstein l’ho sentita davvero e ho immaginato a quanto sarebbe quotato su Ebay l’elettroencefalogramma piatto di Calderoli).
Ecco un’ondata di sonnolenza, mentre Nicolò mi guarda sorridente e staziona in piedi sui gioielli che diedero un contributo a procrearlo (stringo gli occhi per un secondo e per lo stesso tempo immagino nell’Italia di oggi la cifra che pagheremmo per il referto dell’andrologo di Berlusconi).
Il Tiggì mi scivola via, calpestato amorevolmente dalle generazioni future di casa. Mentre schivo l’ennesimo colpo basso di Nicolò… ho una visione: non capisco il contesto, non sento il luogo, ma è chiaramente un appuntamento finanziario importante e il tizio assediato da microfoni pronti a registrare la diagnosi e cura dello stato econimco del paese appare alle telecamere come un nonno immortale dal sorriso salvifico: è Cesare Geronzi. Ne resto così colpito che non mi accorgo, per due lunghi secondi, che Nicolò mi balla il ballo del mattone ancora lì. E’ come se alle spalle di Cesare Geronzi diffondesse sempre una luce di sacralità, una fronte che emana intelligenza, una espressione distesa di quello che non gliene frega un cazzo ma è sereno, anche se la legge è uguale per tutti.
Osservo Geronzi con ammirazione tipica del bambino che va a catechismo e si beve tutta l’ora di dottrina, tanto dopo gioca a pallone. Resto affascinato dal candore di un uomo che della sua onestà ha fatto un riciclato marchio d’orgoglio. Poi mi accorgo di Nicolò e del volo dell’angelo che dal divano atterra proprio lì: questo è talento, doloroso, ma il ragazzo ha occhio. Così decido di reagire, si inserisce anche Jacopo, è una carneficina pacifica, interrotta da una percezione inquietante: ferma tutto! Artiglio Nicolò, lo rigiro e in un istante la conferma: ha cagato, nel pannolino, ma ha cagato.
Cesare Geronzi e la cacca di Nicolò: la puzza del primo annichilisce quella del secondo e solo un balzo del piccolo sulle palle del papà mi risveglia il senso del babbo per la puzza del figlio.

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commenti
  1. Ratzi ha detto:

    Guardi il Tg1?

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