AI MIEI FIGLI LE ALI

Pubblicato: 8 marzo 2010 in Uncategorized

Ho due figli, Jacopo di tre anni e Nicolò di due. Sediamo nell’ultimo angolino libero del primo gradino. Tra me e mia moglie Anna i nostri piccoli alla loro prima volta in teatro. Che ne sarà del buio, le luci, le voci, gli applausi, la merenda, la pipì, la macchinina e chissà cosa? Che ne sarà di questo battesimo che forse durerà cinque minuti, il tempo di fallire la prima volta? O forse durerà abbastanza per dire “poteva andare peggio”? Forse durerà, ma non fino in fondo per sapere come finisce “Icaro e la falena“.
Le cose sono andate proprio così, che per recensire questo spettacolo recensirò i miei figli. Per raccontare se questo spettacolo merita tutto è dipeso dall’essermelo perso, poichè osservavo loro, Apo e Nico. 
Per dire se è andata bene comincerò con un fotogramma dei due mini-spettatori: Jacopo… tiene la bocca socchiusa come una carpa colta da visione (per quaranta minuti, la durata dello spettacolo); Nicolò… continua a passarsi la lingua sulle labbra, appetito sublimato in qualcosa che mangia guardando.
Jacopo non fa che domandare, a intervalli di tre minuti. Nicolò non fa che chiedere, a intervalli più brevi. Entrambi vogliono sapere più di quanto accade in scena. Sembrano suggeritori distratti e fuori tempo, s’infilano nei dialoghi come interferenze che sono linfa per chi interpreta. Io e Anna rispondiamo con la rapidità di chi teme un eccesso di confidenza con il palco, più che a fini educativi.
Jacopo appoggia la testa al mio petto, si fa cuscino con la sua mano grassoccia, si rilassa e si gusta lo spettacolo come un biscotto di quelli suoi, buonibuoni. Nicolò fibrilla, ad ogni attacco di musica il suo corpicino esibisce uno scoordinato ritmico irrefrenabile, e quando la musica scompare chiede “quando ‘a musica?
Jacopo sposta la testa di qua e di là, ora sugli attori, ora sulle loro ombre. La crisalide in scena si contorce e Nicolò di nuovo ” ‘a fà Loedana?
Guardo l’orologio, ormai la fine, quaranta minuti per arrivare dalla terra al cielo, per raccontare che quel che il bruco direbbe la fine del mondo ai miei figli rivela una farfalla: ecco le ali, Icaro e la falena in braccia ampie, vogatori terrestri destinati al cielo e al sole. Nicolò si porta le mani sulla bocca, inconsapevolmente teatrale, sbalordisce nel veder la metamorfosi.
Il volo inizia, si spengono le luci, ho il tempo di temere cosa succederà e se il buio metterà paura ai bimbi. L’applauso cresce, monta, gonfia le ali che son vele di una nave sulla quale siamo salpati.
Luci, appalusi, Jacopo e Nicolò in piedi a battere pure loro, col sorriso che fa scoppiare le guance e dorare gli occhi.
“Jacopo, t’è piaciuto lo spettacolo?”, ma l’emozione impedisce il cenno del capo, per cui “Allora diglielo!” e lui copre l’applauso col suo vocione “Bava Loedana” con la grinta di chi a breve pronuncerà anche la erre!
Loredana Scianna e Mario Mascitelli, ieri pomeriggio al Teatro del Cerchio, hanno fatto spuntare le ali a Jacopo e Nicolò.
A sognare ci vuol coraggio, ma da ieri si può sognare anche più forte!

foto di Roberta Gabelli
http://www.teatrodelcerchio.it/
http://loredanascianna.blogspot.com/

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commenti
  1. Mario ha detto:

    Molto migliore di ogni possibile recensione sulla Gazza.

  2. Loredana ha detto:

    Oltre ad essere la più bella recensione che potessi mai leggere su un lavoro, ti ribadisco pubblicamente quanto già detto a voce: essere la “madrina teatrale” di Apo e Nico mi riempie di orgoglio infinito!

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