COMPAGNO CAMERATA

Pubblicato: 11 febbraio 2010 in Uncategorized

 

C’è una nuova forma di movida, quella idiologica di chi gli basta subire per propaganda (i poundini) e quella degli antifascisti che si comportano da poundini dal pomodoro facile. Ai primi basta l’etichetta come garante, ai secondi serve distinguersi con metafore al manganello. La resistenza si fa ormai sulle placche metalliche delle vie intitolate, si presidia via Tito (vuoi mai che quelli là sfidino la pioggia per smontar quattro bulloni) e sul calendario con il Giorno del Ricordo. Dalla Memoria al Ricordo il passo è breve e nella foiba, come nel crematorio, c’è spazio in abbondanza per l’apparenza.  Batte cassa la propaganda, sfilano i politici più morti di un feretro e i giovani che vogliono un futuro già compromesso da fedi nostalgiche. I babbi di partito li scortano seri e fieri, questi figli di niente, quattro gatti con lo slogan, così confusi e ribaltati che potrebbero andar d’accordo al terzo tempo. Tra gli antifascisti di Parma qualche figura presenzialista: la si può trovare a un bancchetto a raccoglier firme per salvare le vecchiette al parco quanto sopra il tetto di un edificio reclamato come proprio senza pagrne l’affitto. Tra fascisti ci son sciarpe al kashmir e sguardo che tira dritto, li trovi tanto al pranzo di gala a raccoglier fondi quanto a spolverar la fronte al duce.
Parma si muove, Parma movida, Parma mò vada… Parma-Italia… un villaggio provinciale che vuol far memoria con la fretta di voltar pagina del calendario.

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