CAPO DANNO

Pubblicato: 31 dicembre 2009 in Uncategorized

Ai miei tempi (ho quasi 39 anni, certe frasi fatte posso permettermele) quando c’era il discorso di fine anno del Presidente (della Repubblica) si stava zitti, si appoggiavano le forchette nel piatto, si ascoltava. Era Sandro Pertini.
Oggi alziamo la voce, aumentiamo il tonnellaggio di colesterolo sulla forchetta e siamo sommersi da presidenti, tutti più o meno, fantasmi rispetto a Pertini.
Far bilanci è ambiguo come affidarsi a un oroscopo o a un sondaggio. Il cambio di calendario è preso come un salto in una vita nuova. Il vecchio si getta e il nuovo è carico di promesse. Babbo Natale è rinchiuso da tempo in una clinica di recupero, la Befana è una sventola della madonna e fa le ospitate. Dio… bè… è dal settimo giorno che si riposa.
A sentire il VignoVeritas che traccia il bilancio del 2009 con ripetuti cenni internazionalisti (dai diritti umani, alla crisi globale, a Obama e il Nobel etc etc…) mi fa venire la pellagra. Parma è uno sfintere che non fa passare nemmeno uno spillo, solo i soliti tronchi lubrificati a modo.
Ciccio Ammicca, l’assessore alla cultura più pop che Parma abbia mai avuto (che ormai ha preso a parlare come il suo predecessore Lalagna con frasi uguali cambiando il soggetto) partorisce l’immagine della Gioconda truccata da Che Guevara (sorprende che la giunta non abbia dato a Ciccio del comunista) con lo slogan “Rivoluzioneremo la cultura”, tanto bello quanto efficace: infatti il Castello dei Burattini, tanto per cominciare la rivoluzione, dalla centralissima sede viene spostato in Via Paradigna (lì anche un deposito di gomme si sentirebbe solo). L’Aiello Sacrificale ha gestito un piano neve che ancora mancano all’appello due trattoristi ibernati in qualche cumulo sporco. Quando questa amministrazione si trova col culo scoperto reagisce con orgoglioso silenzio. Un po’ come l’opposizione.
I dipendenti della Ragazzetta di Parma sono in agitazione (evidentemente qualcuno si sente tranquillissimo): l’amministratore delegato della pravda ducale fa bene a non tagliare cose come gli editoriali di Bruno Vespa o i reportaggioni di Pino Agnetti (che ha amici sparsi nel mondo meritevoli di ingombrare pagine intere della testata) che tanto costano poco…
PolisQuotdiano ha un futuro più incerto della metropolitana. Le opinioni non allineate saranno “parallelizzate” da uno staff di commissari politici cittadini. “Scarpe rotte eppur bisogna andar…” 
Parma capitale di tutto, che di far rientrare capitali con lo scudo fiscale gliene frega il giusto: forse non sono manco usciti, anche se Saviano le spara grosse…
Un anno di VIP grassi e indagati, cattolici e benestanti, reality e puttanieri.  C’è chi imbosca i quadri, ma andava tanto a messa che ha comprato indulgenze per generazioni.
Ci salverà la cultura: i dotti Parmigiani avranno teatri nuovi, spazi aggregativi, palazzi governativi dove andare a bottega da artisti di fama, opifici della sapienza, cornucopie della conoscenza. Ma quale crisi?!
La cultura rivoluzionata ci salverà: si può morire anche peggio di così?

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