NEL MULINO CHE VORREI

Pubblicato: 25 settembre 2009 in Uncategorized

fatto quotidiano

Nel Mulino che vorrei ho sognato… ho sognato… che PolisQuotidiano cambiava nome: si chiamava “il Fatto Quotidiano“. Che nella nostra città vorrebbe dire finalmente che non solo c’è libertà di stampa, ma che puoi andare su facebook senza rischio di terrorismo legale.
PolisQuotidiano che diventa “il Fatto Quotidiano” e all’improvviso la città di Parma tira, è proprio il caso di dirlo, un sospiro di sollievo. E vorrei vedere.
Nel Mulino che vorrei, “il FattoPolisQuotidiano” moltiplica i pani, i pesci e le copie vendute, fa il botto, al punto che anche un uso personale del giornale è considerato reato.
Negli scantinati ho sognato ragazzini e imprenditori far girare la prima pagina… divorata… di mano in mano… letteralmente fumata via.
Nel Mulino che vorrei, “il Fatto Quotidiano già Polis” diventa improvvisamente voce di tutti. In redazione non si parla che di… tiratura. E’ Parma. Chi meglio del Fatto Quotidiano?
Nel Mulino che vorrei ho sognato Marco Travaglio che parcheggia la bici in via Mazzini e ad “AnnoZero” c’è Aldo Boraschi. Nel Mulino che vorrei con “PolisFattoQuotidiano” al venerdì esce in allegato la Ragazzetta di Parma, al sabato “SvitaNuova” e la domenica l’house organ dell’ UnioneIndustriosi. Con un editoriale di ‘anvedi come Balla Nando Calestani.
Nel Mulino che vorrei, e che non posso, non è vero niente. Ma ho il naso che pizzica.

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