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2012.2013

Immagine  —  Pubblicato: 31 dicembre 2012 in Uncategorized

RIBELLI COME IL SOLE – il libro

Pubblicato: 24 dicembre 2012 in Uncategorized

RIBELLI COME IL SOLE
tratto dall’omonimo spettacolo teatrale di Fogliazza
è anche un libro:
la grande storia di un piccolo popolo che si ribella.
Raccontato, tra parole e disegni, dalla vita di un ragazzino.

Clikka qui per sapere come e dove trovarlo.

cover___RIBELLI_COME_IL_SOLE  sfondo bassa

Locandina 01 debutto 100 dpi

www.ribellicomeilsole.com
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 INFO & PRENOTAZIONI 0521.243377 – info@europateatri.it

Parma 1922. Il sogno innocente di un ragazzino di 14 anni dell’Oltretorrente si trasforma nella consapevolezza di una partita, quella per la vita, molto più importante del suo desiderio di diventare un calciatore. Gino, detto Soghèt, vive le Barricate del 1922 strappato alla sua innocenza dal cinismo della realtà. La vita nei borghi, la musica, il fascismo che nasce e si consolida, la figura straordinaria di Guido Picelli, l’orgoglio e la ribellione di un popolo nel popolo, quello dell’Oltretorrente, che nel 1922 diviene protagonista di un fatto unico in Italia: uno scontro impari come fosse una partita di pallone 11 contro 1, 10.000 fascisti contro 300 Arditi del Popolo. Vincendo. Tutto questo raccontato dallo sguardo di un ragazzino, che nella realtà storica ha cessato di vivere proprio su quelle barricate, ma che la licenza della narrazione teatrale consente di far vivere, per onorarne la memoria e quella degli Arditi del Popolo, perché gli occhi di un ragazzino sappiano far vedere soprattutto ai più giovani una storia troppo sconosciuta, ma con somiglianze all’attualità straordinarie, e che ritrovata sia d’esempio per riscattare il presente e il futuro.

La Nera mi racconta che quando andavano a chiedere un piatto di minestra al podestà… questo la prendeva in giro, diceva che una che di cognome fa “Perla” non ha certo bisogno di chiedere. Anni neri come l’inferno. Del fascismo.
Mi indica, la Nera, con orgoglio la foto appesa in salotto, l’attimo dei cinquant’anni di matrimonio, lei e lui, l’uomo col quale aveva scelto la camera da letto, poi via in guerra, più saputo nulla, per tre anni. Tutti a dirle di dimenticarlo, tanto quello non torna. “Ma io me lo sentivo” mi ripete la Nera “me lo sentivo che sarebbe tornato e la camera la sono andata a comprare lo stesso, quella che c’è di là… e quella lì è la foto dei nostri cinquant’anni di matrimonio!”
Il nome di battaglia è dedicato alla sorella Lidia, alla quale è molto legata. La Nera mi guarda dalla poltrona e si domanda perché, lo leggo nei suoi occhi, la sto ringraziando per tutte quelle volte che ha spinto sui pedali, portando come staffetta messaggi di qua e di là… per aver ingoiato il terrore quella volta che il tedesco insiste per aiutarla, sollevandole la bicicletta, la pistola nascosta sotto al sellino, per salire sulla barca e attraversare il fiume. La Nera mi guarda e si chiede perchè la ringrazio della Resistenza che ha fatto, partigiana, dalla parte giusta, la stessa di adesso, quella che ci rende liberi. Quei vent’anni volati via sui pedali, sempre in volata, col cuore in gola. Era un fatto della vita, morire. Ha scelto di Resistere.
Mi piace ricordare al presente chi non c’è più, perchè così non lo lascio più andare, perchè così non se ne va mai del tutto e mi resta un modello da seguire, da cui imparare e quando mi sento stanco posso pensare a donne come la Nera che il cuore gli ha fatto superare la guerra, quel ventennio, mettendo l’accento sulla parola LIBERTA’ e la parola FINE sulla dittatura.
Mi piace ricordare la Nera al presente, perchè essere libero lo devo anche a lei e finchè è adesso non farà certo parte del passato.
Grazie ancora, Nera!

Immagine  —  Pubblicato: 12 novembre 2012 in Uncategorized

Immagine  —  Pubblicato: 5 novembre 2012 in Uncategorized